Guida · Aggiornato: luglio 2026

Passaporto Digitale di Prodotto: un esempio, spiegato elemento per elemento

I testi normativi restano astratti – un vero passaporto di prodotto no. Con un esempio tessile mostriamo quali elementi contiene un DPP, perché ciascuno è richiesto e come lo vedono clienti e autorità.

L’esempio: un articolo di lingerie con passaporto di prodotto

Il nostro esempio viene dal brand viennese Soda Lingerie, che pubblica passaporti di prodotto per il suo assortimento con SolveDPP – qui per l’articolo «Modal Soft Bra» (cod. SL-2041). Sull’etichetta cucita c’è un codice QR; scansionandolo si accede alla pagina DPP pubblica dell’articolo.

Percorriamo la pagina elemento per elemento – esaminando ogni volta perché quell’elemento è lì.

1. Identificazione del prodotto

In cima figurano il nome del prodotto, il marchio e il codice articolo – collegati a un identificativo univoco grazie al quale è possibile indirizzare esattamente questo articolo (e, in futuro, il singolo lotto). È il fondamento di ogni passaporto di prodotto: senza un’attribuzione univoca, tutti gli altri dati non hanno valore.

2. Composizione dei materiali

MaterialeQuota
TENCEL™ Modal60 %
Poliammide28 %
Elastan12 %

La composizione completa delle fibre in percentuale – e non solo il «materiale principale» – è uno dei dati essenziali per il tessile. Rende i prodotti confrontabili ed è la base di ogni decisione di riciclo a fine vita.

3. Origine e fasi di produzione

Fase di produzioneSede
Produzione delle fibreLenzing, Austria
Produzione del tessutoGuimarães, Portogallo
ConfezioneVienna, Austria

Invece di un generico «Made in EU», il passaporto mostra le tappe della catena di fornitura. È proprio questa trasparenza sull’origine che nella pratica richiede più lavoro preparatorio – e che crea più fiducia nella vendita D2C.

4. Certificati ed evidenze

Nell’esempio: OEKO-TEX® Standard 100 e la certificazione TENCEL™. Ciò che conta qui non è tanto il logo quanto la verificabilità: nel passaporto di prodotto i certificati sono collegati a periodi di validità e documenti giustificativi, invece di comparire come semplice affermazione sulla pagina prodotto.

5. Cura, circolarità e ritiro

I simboli di cura, le istruzioni di riparazione e la dicitura «Riciclabile · Ritiro tramite il produttore» chiudono il cerchio: il DPP non serve solo a documentare, ma a sostenere attivamente un uso più lungo e il corretto fine vita del prodotto.

6. Il codice QR come supporto dati

Il codice QR sull’etichetta è il supporto dati richiesto – il passaporto vero e proprio vive online e resta aggiornabile. Se cambia un fornitore o scade un certificato, la pagina DPP viene aggiornata senza dover ristampare l’etichetta; le versioni precedenti restano tracciabili grazie al versionamento.

Cosa generalizza questo esempio

L’esempio tessile segue uno schema valido per tutti i settori – cambiano solo i campi dati: per le batterie, la chimica delle celle e l’impronta di carbonio sostituiscono le fibre; per i mobili, le essenze del legno e i ricambi; per gli pneumatici, la resistenza al rotolamento e l’aderenza sul bagnato. Trovi la panoramica completa delle categorie di dati nella guida principale al DPP, e le date chiave per settore nella panoramica delle scadenze.

Per scoprire come si è svolta l’implementazione da Soda Lingerie – dall’import da Shopify al passaporto finito – leggi il case study. E se vuoi costruire un esempio così per i tuoi prodotti: il software DPP di SolveDPP crea esattamente queste pagine DPP pubbliche, codice QR incluso.

Domande frequenti

Come si presenta un Passaporto Digitale di Prodotto?

In pratica il DPP è una pagina prodotto accessibile pubblicamente tramite un codice QR sul prodotto. Mostra in modo strutturato: l'identificazione del prodotto, la composizione dei materiali, le fasi di produzione con le rispettive sedi, i certificati, le istruzioni di cura e le informazioni su riciclo e ritiro.

Il passaporto di prodotto deve essere accessibile pubblicamente?

Sì, le informazioni destinate a clienti finali e autorità devono essere liberamente accessibili – senza login né app. Secondo l'atto delegato possono inoltre esistere campi dati riservati a determinati attori come la vigilanza del mercato o i riciclatori.

Non basta una classica etichetta di manutenzione?

No. L'etichetta fisica rimane, ma il DPP va molto oltre: è leggibile da macchina, contiene dati su origine e conformità e deve poter essere aggiornato. Il codice QR sull'etichetta collega i due mondi.

Posso pubblicare un passaporto di prodotto prima che scatti l'obbligo?

Sì – e molti brand fanno esattamente questo. La trasparenza su materiali e origine funziona come argomento di vendita nel commercio D2C, e la base di dati si costruisce prima dell'entrata in vigore dell'obbligo.

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